DANIELE SEPE IN CONCERTO A MILANO e nuovo CD in uscita
Daniele Sepe porta in concerto in concerto a Milano l'incredibile varietà della musica popolare di tutto il pianeta suonata con leggerezza ed eleganza da un ensemble che non ha mai deluso gli spettatori. Un concerto "ballereccio", ma ricco di spunti e riflessioni sul mondo di oggi. Inoltre presenterà in anteprima il suo ultimo lavoro discografico. Infatti per metà giugno è previsto in uscita per i CD de “Il Manifesto” un cofanetto con i volumi 1, 2 e 3 di "Truffe and other sturiellett'" di Daniele Sepe. Il cofanetto contiene musiche composte per il cinema ed il teatro e contiene tra l'altro le colonne sonore di film di Ferrario, Martone, Caria, De Lillo, Pannone, Salvatores, Cappuccio e tanti altri.

La formazione:
Daniele Sepe e Rote Jazz Fraction
AULI KOKKO - VOCE
DANIELE SEPE - VOCE-SAX
PEIRO DE ASMUNDIS - TASTIERE
LUIGI DE RIENZO  - BASSO
FRANCO GIACOIA - CHITARRA
RAFFAELE DE FENZA - BATTERIA
MARZOUK MEJIRI - VOCE/PERCUSSIONI

DANIELE SEPE - BIOGRAFIA
Daniele Sepe è la napoletanità che si fonde con il jazz, il funk, il folk balcanico e il rock, una contaminazione continua dove la vivacità e la forza dei suoni si accompagna ad una sentita critica sociale che non disdegna anche il gioco dell’ironia.
La carriera artistica del poliedrico artista napoletano parte nella seconda metà degli anni ’70 con il gruppo operaio di Pomigliano D’Arco E Zezi insieme al quale incide e suona per alcuni anni. Nel frattempo gli studi sul flauto si concludono con un diploma al conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli; ma il vero amore è il sassofono. La sua corrosiva forza entra in contatto con gruppi della new wave partenopea come Little Italy, Bisca e Degrado collaborando in alcuni concerti.
La passione e le capacità tecniche sono tante, i guadagni pochi e dunque Sepe si dedica dapprima alla musica barocca e poi al ruolo di turnista a fianco di musicisti quali Nino D’Angelo, Gino Paoli, Eduardo De Crescenzo e Nino Buoncore. In questo periodo s’inverte la rotta: poco entusiasmo e maggiori entrate economiche. Questi sacrifici però non sono vani perché il sassofonista riesce ad autoprodursi il primo album “Malamusica” che ottiene un buon riscontro dalla critica, così come i seguenti “L’uscita dei gladiatori” e “Play standards and more”.
E’ grazie a Ninni De Pascale della Polo Sud records che Daniele Sepe ottiene il suo primo contratto discografico sancito dal disco “Vite Perdite”. Forse inaspettato quanto meritato, il lavoro riceve un unanime consenso di critica e pubblico tanto che alcuni registi cinematografici (Martone, “L’amore molesto”, Ferrario, “Figli d’Annibale”, Battiato, “Cronache di un amore violato” e numerosi altri) lo scelgono per musicare le proprie pellicole. Dopo queste impegnative quanto prestigiose fatiche, che gli permettono anche di far conoscere maggiormente il proprio nome, Sepe incide dapprima “Spiritus Mundi” e poi il suo primo album per Il Manifesto “Trasmigrazioni”. La stima di questa nuova etichetta nei suoi confronti è suggellata dalla stampa dell’antologico “Viaggi fuori dai paraggi”. I primi premi arrivano con “Lavorare stanca”, libro-cd che riceve tra l’altro il premio Tenco come miglior album in dialetto e la nomination al Premio Italiano della Musica (PIM). In coda agli anni ’90 è invitato in prestigiosi festival europei come il Womad Bruxelles, “Les Allumees” di Nantes, “Beethoven Kunstnhalle” di Berlino. Non è quindi un caso che grazie a “Conosci Victor Jara” entra nelle classifiche indies italiane. Nel 2000 pubblica “Truffe & Other Sturiellett” a cui segue la messa in scena al Teatro Argentina dei “Dieci comandamenti” di Raffaele Viviani, realizzato insieme a Mario Martone.
Le 20.000 copie vendute del successivo “Jurnateri” rappresentano una gran bella soddisfazione per Sepe, che ritorna di nuovo a collaborare con il cinema nei film di Gabriele Salvatores “Amnésia” e “Casa di frontiera” di Massimo Costa.
Nel 2002 pubblica "Anime Candide” (canzoni d' amore e di guerra) per il manifesto cd, che vende oltre 20.000 copie (e continua a vendere). Sempre con il manifesto pubblica sul finire del 2004, “Nia Maro”, disco che registra il medesimo successo del precedente.
Due anni dopo, nel 2006, Sepe affronta a proprio modo gli anni settanta, politicamente e musicalmente, con “Suonarne uno per educarne cento”, una sorta di summa di tutto ciò ha influenzato il Sepe musicista e militante. Dissacrante come nessun altro lavoro del musicista, ottiene grandi recensioni dalla stampa e ottime soddisfazioni di vendita.
Nel 2003 partecipa come unico musicista italiano ospitato allo "Strictly World Music Festival" edizione 2003 a Marsiglia, così come è stato l’unico a rappresentare il nostro paese nell’estate 2004 Sziget festival di Budapest.